lug 14, 2016 - Senza categoria    No Comments

Maschera alla curcuma

Navigando su internet alla ricerca di una qualche maschera stile fai da te, completamente naturale per una pelle perfetta, splendida splendente e pulita in profondità, sono incappata in una ricerca incentrata sulle magiche proprietà della curcuma.

Una polverina antiossidante in grado di mettere a tacere rossori e infiammazioni, acne e brufoli, gli odiosi punti neri nonché le fantomatiche macchie scure e rughe.

Ed io che l’avevo rilegata alle mie doti di cuoca provetta.

Della serie, devo assolutamente provarla.

La ricetta per una maschera è alquanto semplice, anche per una pigra di prima categoria come la sottoscritta. Due ingredienti: curcuma e succo di limone.

Amalgamo il tutto, fino ad ottenere una sorta di pasta, non troppo liquida tantomeno granulosa. Il giusto mezzo e il gioco è fatto.

La applico sul viso, evitando il contorno occhi, con un pennello, così per sentirmi un po’ artista dentro e attendo i fatidici 20 minuti di posa, nascondendomi ad occhi indiscreti e sperando che non decida di passare il corriere, proprio durante il mio momento di estro creativo.

Risciacquo con acqua tiepida. Risultato inziale: sono completamente gialla, di una bella nuancé pulcino di prima piuma. Un leggero attacco di panico mi pervade, ma tale eventualità mi era già stata evidenziata in diversi articoli.

Procedo per una seconda pulizia, armata di acqua tiepida e santa pazienza.

Il giallo persiste. Questo colorito non mi dona. Suona il citofono. Forse il corriere ha avuto il mio medesimo pensiero, soffermandosi sulla sfumatura della mia carnagione, ma per fortuna mi ha risparmiata da una nota verbale, limitandosi ad uno sguardo leggermente colpito.

Ripeto l’operazione, per l’ennesima volta, aiutandomi stavolta con un panno morbido a rimuovere i residui con movimenti delicati e circolari. Panno che utilizzerò appositamente per tale operazione, giacché credo che rimarrà inevitabilmente macchiato, un sacrificio che mi sembra necessario. Vittima degli eventi che dire.

Risultato finale, l’alone giallo non demorde, sebbene si tratti di una nota lieve, che sfortunatamente non posso spacciare per una sorta di abbronzatura. Tuttavia la pelle è veramente morbida e alcuni rossori si sono notevolmente attenuati. Tirando le somme mi posso ritenere soddisfatta. Mi riprometto così di ripetere l’operazione due volte a settimana, chissà che la mia pelle non possa beneficiare di questa mia ritrovata voglia di fare.

Lo Yo-Yo Impenitente

lug 5, 2016 - Senza categoria    No Comments

Prova bilancia 1..2 e 3 !

Il mio rapporto con la bilancia è sempre stato alquanto altalenante.

Un numero sballato e la giornata iniziava con il piede sbagliato. Una sorta di malumore repentino, che mi accompagnava nel vestirmi, allo specchio e durante i pasti.

Chiamiamolo ‘Passato’ (o almeno voglio sperare).

Essendo trascorsa poco più di una settimana, mi è sembrato necessario affrontare la cosiddetta prova bilancia, in un misto di emozione ed incertezza, giusto per comprendere se la mia barca stesse effettivamente remando nella direzione corretta.

Ho seguito una dieta il più sana possibile, lontana da zuccheri, dolci ed ogni possibile tentazione. Nei primi tre giorni, è stato abbastanza opprimente rinunciare a vecchie abitudini, entrate in punta di piedi nella mia routine quotidiana e sistematesi lì a pieno titolo, ma in fondo sostituire i miei spuntini pomeridiani a base di biscotti con frutta fresca non mi ha ucciso. Millantare entusiasmo sarebbe mentire spudoratamente, così mi atterrò ad una versione del tutto neutrale.

Qualche battutina sarcastica non è mancata, mista ad una nota d’inaspettata malignità.

Alle volte essere a dieta quasi ti impone, di vivere in una realtà alternativa. Convenzioni sociali conducono al consumo ordinario di alcolici in seconda serata e se navighi controcorrente, il gruppo comincia quasi a guardarti con circospezione. Analcoolico alla frutta? Che hai due anni?

L’intento sarebbe quello di costruire, mattoncino dopo mattoncino, qualcosa per me stessa e non afferro la cattiveria gratuita di chi ti fa notare, che non è indicato il consumo d’insalata in pizzeria. Già ognuno ha la sua prescrizione. Magari l’intento sarebbe quello di godersi la reciproca compagnia, ma ripensandoci, sono realmente amiche le persone che non perdono occasione per commentare ogni tuo passo, con nota sarcastica? Ha realmente così tanta importanza, cosa ci sia nel piatto?  Ebbene si.

Se voglio apporre un cambiamento nella mia vita, non ne vedo il problema, ma chissà perché mi è quasi parso di capire che il problema ci fosse eccome per gli altri o forse la mia mente vola troppo in alto e si è semplicemente perduto, quell’equilibrio nascosto tra la battutina ironica e la scortesia gratuita.

Sta di fatto che salendo ad oggi sulla bilancia, segno un meno 500 gr e godo come una pazza!

Bilancia 0 | Yo-Yo 1

Lo Yo-Yo Impenitente

lug 2, 2016 - Senza categoria    No Comments

Follicolite post depilazione… è guerra !

Odio la follicolite, un odio concreto, apertamente dichiarato, eppure la suddetta non si è mai posta alcuna remora nei miei confronti. Imperterrita spunta, inseguendo con forza ciascuna depilazione.

I peli svaniscono ed eccola lì.

Diciamolo non è un bel vedere. Qualcheduno ha poi avuto anche l’ardire di sottolinearmelo, come se io non avessi occhi per vedere, ma questa è un’altra storia e lui è un uomo morto, almeno nel mio cuore.

Alcuni peli incarniti, piccoli brufoli e macchioline scure sfoggiano in bella vista, proprio come in un primo piano da rivista patinata, non c’è che dire.

Una volta il mio ginecologo mi ha chiesto per quale disgraziato motivo, sottoporsi a una tale tortura e non lasciar crescere i peli allo stato brado, giacché se la natura li ha previsti una ragione c’è. Evidentemente lui è un amante della donna nature. Io mi accontento unicamente, di non apparire come una scimmia in costume (con tutto il rispetto per le scimmie).

Così dopo l’ennesima ricomparsa della mia migliore amica, ho deciso di dichiararle  guerra. Una decisione sofferta, ma necessaria. Qui si tratta della mia pelle e lei non può averla costantemente vinta. Non per dire questo sarà un anno di rivoluzioni. Prossima vittima in calendario: follicolite inguinale.

Il piano consiste nell’intraprendere una serie di esperimenti mensili, al fine di trovare la soluzione migliore per chiudere definitivamente (lo spero proprio) questo triste capitolo.

Per vincere una guerra, anzitutto, è necessaria una piena conoscenza del nemico, dei suoi punti deboli. Trovare così la sua kriptonite.

Googlando colei che non deve essere nominata, capisco che il problema non affligge unicamente la sottoscritta. La cosa mi rincuora (non dovrebbe, ma mal comune mezzo gaudio). Stilo la lista dei rimedi naturali disponibili, fermo restando che qualora non demordesse beh allora opterò per qualcosa di più incisivo.

L’intenzione è di provare ogni rimedio evidenziato, ad eccezione del consumo quotidiano di aglio durante i pasti, perché si voglio vincere ma non prevedo di uccidere il mio prossimo a colpi d’alito pestilenziale.

Prediligo soluzioni meno autodistruttive (aglio non me ne volere).

-    Crema alla echinacea;

-    Olio di bergamotto;

-    Olio di timo;

-    Olio di iperico;

-    Impacco all’aceto bianco;

-    Unguento alla malva;

-    Olio di rosa mosqueta.

Apriamo le danze con l’olio di rosa mosqueta, le cui proprietà mi sembrano alquanto allettanti. Mano alla visa e primo acquisto del mese.

Olio di rosa mosqueta Eden’s Semilla 120 ml, per la modica cifra di 18 euro. Spedizione gratuita, Amazon io ti amo.

Cara follicolite hai le ore (sana dose di realismo… ehm settimane, mesi) contate.

Lo Yo-Yo Impenitente

 

giu 30, 2016 - Senza categoria    No Comments

Un “investimento” chiamato Make Up

Ognuno di noi gestisce le proprie finanze, nel segno del proprio gusto. Non avendo una gallina dalle uova d’oro a servizio, mi è sembrato il caso di stilare le mie priorità in quanto a make up, settore importante dello scempio mensile, che si abbatte sul mio bilancio.

Amo il make up, i suoi colori e la vasta disponibilità di prodotti sul mercato. Entro da Mac per un mascara e ne esco con due rossetti, ma in fondo tutto questo mi serve? Lungi da me, demonizzare l’acquisto di cosmetici, santo fu l’inventore (inventrice?) del fondotinta e del suo amico correttore, protettore della parvenza di decoro mattutino, nascondiglio di brufoli ed occhiaie, ma mi chiedo quanto mi sia realmente necessario acquistare una palette da dodici tonalità, quando delle suddette ne utilizzerò quattro o cinque a ripetizione, per poi a scadenza cestinare il tutto a protezione della mia pelle.

Non sono un buon consumatore. Non lo sono mai stata. Alle volte i miei acquisti sono sospinti, per lo più, dall’impeto del momento “lo devo avere” e non dalla reale necessità del prodotto.

Molti dei miei cosmetici sono giunti a scadenza, senza che io li utilizzassi non più di due o tre volte, perché in fondo di giorno in giorno, non faccio altro che replicare un trucco semplice, confacente al mio viso e alle mie esigenze quotidiane, giacché sebbene il trucco alla Kim Kardashian sia favoloso, alle sei del mattino io a stento riesco a vedere il mio riflesso, figurarsi andare di contouring meticoloso.

Le mie più estrose variazioni, sono rilegate a speciali occasioni, per le quali mi concedo più tempo, toni marcati o ciglia finte, tendendo sempre e comunque alla solita gamma di colore, ed ecco che l’ombretto oro di Diego della Palma, costatomi un piccolo patrimonio va dritto nel cestino. Mi serviva veramente? No, ma alla consumatrice esasperata che è in me? Beh a lei serviva eccome. Tanto valeva regalarlo a qualcuna, che ne avrebbe fatto buon uso, piuttosto che realizzare di aver buttato quasi venti euro al vento.

Così ad oggi, dopo aver analizzato il contenuto della mia trousse e ripulito con dovizia la stessa, comprendo che è ora di prendere in mano le redini delle mie finanze, mettere una museruola alla mia smania di acquisti compulsivi e se non altro impiegare con più coscienza, le mie risorse.

Non è mai troppo tardi per rimediare.

Stilo la lista di ciò che concretamente mi serve per dipingere il quadro quotidiano, con un ritocco particolare alla sera se necessario, i cosiddetti irrinunciabili, a cui mi atterrò da ora in avanti. Fondotinta e correttore, la base perfetta di ogni evoluzione. Mascara ed eyeliner, perché allo sguardo non si può rinunciare. Blush, per quel tocco di colore, che ti fa sentire viva. Una palette base da sei ombretti, tonalità neutre e classiche, con quella nota di nero che risolve l’imprevisto galante. Primer occhi, perché l’effetto gelato sciolto, non è un granché e se mi impegno, che almeno tenga. Una matita per sopracciglia, a rimedio di una pinzetta selvaggia e assenza ingiustificata di peli, alquanto necessari, per valorizzare lo sguardo. Un rossetto, poiché alle volte il segno distintivo di un donna, sta proprio nella tonalità che sceglie per le labbra.

Ecco che nascere uomo mi sembra meno gravoso del solito.

La lista non è poi così insignificante, ma sembra un giusto compromesso, senza incorrere nell’ordinario sperpero incontrollato.

Stendiamo un velo pietoso poi sul capitolo pennelli, un colpo alla volta grazie.

Lo Yo-Yo Impenitente

giu 29, 2016 - Senza categoria    No Comments

40 minuti di passione

Nel 2010 ho acquistato un tapis roulant in uno sprazzo di rivincita, sotto lo slogan “ ora mi rimetto in forma”, che naturalmente è stato abbandonato la settimana successiva nella convinzione di non potercela fare.

Tutte scuse.

Lo guardo, è lì, anche lui mi fissa. Polvere. Poteva essere un ottimo investimento.

Proviamo.

Sebbene le giornate siano meravigliose, di uscire a correre non se ne parla. Se devo sudare, grondare come non mai, preferisco “morire”, nel privato, tra le pareti di casa. Di un pubblico posso fare a meno.

Ho acquistato un leggings e un reggiseno sportivo. Scarpe da running di mezzo numero più grandi, di un bel rosa shocking, perché una punta di allegria non guasta mai e mi sono decisa ad affrontare il mostro.

Conscia dei miei limiti ho acceso il tapis roulant, il piano per superare 40 minuti di allenamento, è di alternare quattro minuti di camminata veloce a due minuti di corsa.

Abituare il mio corpo a sopportare uno sforzo maggiore pian piano e arrivare un giorno a correre quaranta minuti di fila, senza rotolare giù dal tappeto.

Ho composto una playlist con il numero esatto di canzoni atto a supportare l’impresa e a scandire i minuti, che si frappongono tra me e l’obiettivo, perché in fondo fissare un muro bianco non è una bella prospettiva e sapere quante canzoni mancano mi da quasi una parvenza di speranza.

Salgo. I primi quattro minuti non sono stati così tremendi, una camminata veloce ed intensa è sopportabile. Nel primo minuto di corsa ho pensato “beh non è così male”; ultimo pensiero di un runner principiante, un dolore alla milza mi ha attanagliato, un dolore tipico e quindi nulla di preoccupante (se non mi fossi documentata mi sarei data prossima all’infarto). Non ho mollato e ho continuato, sebbene negli ultimi dieci minuti, non nascondo di aver inveito mentalmente più volte contro quella dannata tortura, costruendomi delle autogiustificazioni sulla possibilità di mollare. In fondo come prima volta trenta minuti potevano bastare.

Morale: son scesa sudata come un maiale (scusate la finezza), ma decisamente appagata. Non è stato facile, ma ce l’ho fatta. Beh ad obiettivo raggiunto tutto sembra più semplice. Il difficile è salire e trovare le motivazioni per continuare.

Per due volte a settimana non sarà così tremendo. Mero autoconvincimento o previsione di realtà?  Se dovessi rifarmi alle mie esperienze passate, non potrei che accendere la prima opzione, ma stavolta voglio credere che sarà diverso.

Lo Yo-Yo Impenitente

 

giu 28, 2016 - Senza categoria    No Comments

In amore vince chi non risponde su WhatsApp

Mio caro X chissà perché, ogni qualvolta mi mandi un messaggio, finisco con il risponderti. So perfettamente che sto commettendo un errore di cui mi pentirò, nell’esatto momento dell’invio, ma la voglia di “parlare” con te è più forte del mio amor proprio.

Diciamolo, mi accontento veramente di poco. Eppure è così. Nei miei momenti di lucidità, so che le tue sparizioni non sono altro, che un segno tangibile del tuo disinteresse per me, eppure quando riappari eccomi lì a risponderti. Un colpo di spugna e “amici” come prima.

Non dovrei rispondere, lo so. Dovrei scorrere il tuo messaggio e lasciarti lì a marcire, come una pera al sole. Mi dico che è per educazione, ma chi sto prendendo in giro? Me stessa e nessun’altro.

Sono un po’ come un criceto. Mi accontento delle piccole cose, una ruota e qualche semino. Sta di fatto che questo criceto è stanco del gioco, scende dalla ruota e cambia partita, delle briciole non sa più che farsene. Rivoluzione!

Al tuo prossimo messaggio, salda e ferma, non risponderò. Mi limiterò ad aprirlo, per darti segno che si l’ho letto (beccati questa!) e a cancellarlo, poiché sebbene un moto di redenzione ci sia, è meglio eliminare ogni tentazione lungo il cammino. Se necessario farò nascondere il mio telefono per le ventiquattrore successive all’impatto. Misura estrema per una situazione estrema, di prevenzione e controllo delle mie incapacità momentanee.

La verità è che sei stato preso da me. Un momento che ho demolito a colpi di insicurezze, dettate da un bisogno emotivo di una rassicurazione da te sulla mia persona. Ti ho allontanato e tutto per una mera mancanza di fiducia in me stessa.

Una volta mi hai detto “Tra noi c’è una chimica perfetta. Rara.”

Magari riuscirò a ritrovarla con un altro, perché in fondo è inutile tentare di ricomporre un vaso in pezzi. Le crepe sono lì in bella vista, e io non sono una grandissima restauratrice.

Ripartendo dai miei errori lavorerò su me stessa, anche in tal senso, quindi mio caro X, niente di personale, ma attendo con ansia di sbatterti la tua prima porta in faccia. Spero faccia male.

Lo Yo-Yo Impenitente

giu 27, 2016 - Senza categoria    No Comments

Lettera di presentazione

Giovane (ma non troppo ahimè) Yo-Yo cerca redenzione lungo la strada della bilancia a colpi di sana alimentazione, yoga, jogging e perché no? Saltuarie lezioni di Jillian Micheals.

La questione è semplice, possibile che sia la gola o la semplice ricerca di un palliativo umorale a doverla aver vinta?

Giammai! Ho passato anni sotto forma di Yo-Yo, aumentando o diminuendo a seconda delle circostanze, dei miei stati umorali, dei miei osceni fidanzati (se tali vogliamo considerarli).

Oggi è suonata la sveglia, mi sono rigirata nel letto cercando di capire da che punto provenisse, quell’orribile suono strisciante, per metterlo a tacere una volta per tutte.

A fatica son rotolata giù dal letto e poi l’illuminazione, dettata da uno spazzolino consumato e una vita piuttosto anonima, condita dall’ennesimo brufolo sul mento.

Certe persone rivoluzionano la loro vita, hanno quella forza, che per anni ho solo invidiato da lontano, di cambiare nonostante tutti, nonostante tutto. Dare un taglio netto alle malsane abitudini, che li assillano, e rivoluzionare il loro essere un passo alla volta. Una volontà che non mi appartiene, o meglio che ha bussato alla mia porta saltuariamente, per poi dissolversi alla prima difficoltà.

Con la speranza, di non ricadere nell’ennesimo fallimento, do un taglio alla mia vita da Yo-Yo.

Il percorso sarà lungo e tortuoso, ne varrà la pena? Sicuramente, perché in fondo cullarmi nel mio limbo, ha portato frutti? Decisamente no.

Così oggi 27 Giugno 2016, pongo le mie speranze/obiettivi dell’anno alla ricerca di una me stessa più soddisfatta, per l’anno venturo.

Il mio sarà così un diario di bordo, del percorso che intraprenderò. Magari le mie parole si perderanno nell’etere, magari incapperò in qualche compagno di viaggio.

L’importante ora come ora è tentare, perché come diceva Woodberry la sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver tentato è il peggior fallimento.

Con tali propositi prenderò un appuntamento dal dermatologo… chissà che non si possa far qualcosa per questa pelle.

 

Lo Yo-Yo Impenitente